Luigi Nervo nasce a Torino il 2 dicembre 1930, nel quartiere di Lucento. La sua vita è dettagliatamente descritta nei quaderni dove fin dagli anni dell’adolescenza annotava pensieri, fantasie, scoperte culturali, esperienze di lavoro e di rapporti con l’ambiente circostante, e si cimentava con i problemi del trasferimento su immagini dell’insieme di questi vissuti. La sua prima attività lavorativa importante, dopo una serie di esperienze occasionali tipiche dell’ambiente di sottoproletariato da cui proviene, è quella di carpentiere, dalla quale gli rimarrà, anche in seguito, il gusto per il rapporto fisico diretto con la struttura in costruzione, il materiale usato per costruirla, gli aspetti acrobatici del processo lavorativo. Il contratto a cottimo gli consente la destinazione di un tempo quotidiano alla frequenza scolare necessaria per l’accesso a un’attività professionale più qualificata, quella di designer. Esercita quest’ultima attività, nel settore industriale, dal 1954 al 1968, caratterizzandola con la costante attenzione al rapporto tra esigenze funzionali ed esigenze estetiche dei progetti architettonici ed alla loro compatibilità con l’ambiente naturale e sociale circostante. Questa caratteristica gli apre la strada a un’attività complementare di scultore, nella quale predilige, tra i diversi materiali, il legno, perché lo considera “materia viva, che sente e respira”. Nel 1968 compie il “grande passo”: fare dell’arte il suo modo di vivere e non solo un aspetto complementare di esso. La sua attività espositiva inizia nel 1969 con una personale di sculture e disegni allo Studio G 30 di Parigi, città alla quale sente molto legata la sua formazione, come molti artisti della sua generazione. Seguono numerose mostre personali e collettive, tra le quali le personali alle gallerie torinesi Viotti e Davico e la collettiva, su invito, alla Quadriennale d’Arte di Torino del 1974. Dal 1973 diventa docente, prima di “Tecniche della scultura lignea” e in seguito di ”Tecniche dlla scultura” tout court, all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove introduce laboratori finalizzati alla progettazione e costruzione di strutture in tronchi di legno denominate “macchine-gioco”. Queste grandi sculture, realizzate nelle scuole pubbliche e collocate nei parchi cittadini, sono costruite con le essenze tagliate dal Servizio Alberate della città, specialmente robinia e olmo; la loro fruibilità pubblica ri-insegna ai ragazzi a salire sugli alberi, a giocare con il legno, a ri-appropriarsi di un contatto e di un profumo spesso dimenticati nel nostro mondo urbanizzato. Tra le diverse decine di “macchine-gioco” con le quali Nervo, non solo in Piemonte, ma anche in località toscane, venete, lombarde, ha inventato animali e personaggi, illustrato storie e racconti, mobilitato adulti e bambini, ricordiamo in particolare quelle attualmente incluse nel progetto “Arte pubblica e monumenti” del Comune di Torino, cioè il “Dinosauro” del Parco Michelotti, l’”Iguana” del Parco Colonnetti e la “Mucca” del piazzale di Superga. La produzione di macchine-gioco continua per tutta la durata dell’insegnamento di Nervo all’Accademia, conclusosi nel 1998. All’interno di questo periodo è da ricordare anche il biennio della sua direzione dell’antica Scuola d’Intaglio del Melezet, a Bardonecchia, iniziato nel 1981. Negli anni Ottanta la scultura di Nervo dichiara una più definita tendenza verso figurazioni mitiche e magiche, che hanno radici negli “ignoti costruttori di idoli di tutti i tempi, dai feticci tribali a certi santi lignei delle nostre vallate”. Tutta la sua produzione seguente riprende questa tematica, a partire dalla personale alla Davico del 1982, dedicata a “Miti, maghi e streghe nei legni di Luigi Nervo”. Quanto al suo modo di fare arte, “ancora, con i tempi e i modi di un artigiano”, ne vede una buona sintesi nell’attributo “carpentiere d’immagini”, estratto per lui da vecchie carte esplorate da un amico archivista , e sceglie questo titolo per la personale del 1996 alla Davico. Nel 1984 fonda il “Teatro d’Automi di Luigi Nervo” ed esordisce con “Berescith o la creazione del mondo”, spettacolo fatto con automi lignei scolpiti a grandezza naturale. Fanno parte di questo filone di lavoro le sue collaborazioni come scenografo a spettacoli teatrali per gli Stabili di Torino e Trieste e per l’Opera di Roma. Ad esso è pure collegata la produzione delle “Macchine-fiaba”, microteatri da camera in forma di sculture, tuttora utilizzati negli spettacoli della Compagnia Unoteatro di Torino. Negli anni Novanta disegna ed esegue l’intero arredo di una chiesa di nuova costruzione, San Pietro in Aravecchia di Vercelli, dove spazia dai legni dell’altare, ai bronzi del battistero, alle grandi vetrate istoriate. Di Nervo è diffusamente conosciuta anche la sua attività saggistica e didattica riferita al rapporto fra lavoro manuale e creatività, tema da lui enfatizzato in tutte le sedi in cui operava, e efficacemente sintetizzato nella pubblicazione “Guida al gioco creativo”, edita dalla N.I.S. nel 1982. L’ultimo periodo della sua vita è concentrato su: - partecipazione all’iniziativa “Luci d’artista” di Torino, a partire dalla prima edizione del 1998, con l’opera “Il bosco dei maghi”, fino alla più recente, alla quale contribuisce con il “Vento Solare” di piazza Mollino; - produzione di una serie di sculture animate da semplici meccanismi e ingranaggi, del tipo di quelli utilizzati in passato per gli automi; - intervento presso la scuola elementare “Margherita di Savoia” del quartiere Lucento, focalizzato sui temi dell’opera luminosa “Vento Solare”, e conclusosi con la pubblicazione postuma della raccolta di testi e disegni prodotti in quella sede, con il titolo “Rugiada di Sole”; - progetto “Canto per una data”, comprensivo di un’ ”azione scenica sull’assedio di Torino 1706” e di una “scultura per l’assedio di Torino in occasione del Tricentenario”, quest’ultima inaugurata sulla piazza del quartiere di Lucento nel quadro delle iniziative celebrative dell’evento; - intervento presso il Centro Socio-terapeutico di Lucento per la messa in scena dello spettacolo “Canto per una data” in occasione delle stesse iniziative; - predisposizione del programma per il “laboratorio progettuale di materiali e modelli” di cui Nervo era stato incaricato dalla Facoltà di Architettura per la primavera del 2006, ma che non potè eseguire per impedimenti fisici. Muore a Torino il 1 giugno 2006.
La scomparsa di Nervo su LaStampa Web